Le sorpresine del Mulino Bianco? Le ha inventate una Bergamasca

Da Sorpresiamo.
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Le sorpresine del Mulino Bianco? Le ha inventate una Bergamasca

Il 30 luglio 2012 sul'Eco di Bergamo è stato pubblicato un curioso articolo su Graziella Carbone, una simpatica signora bergamasca che da 30 si diletta ad ideare le sorpresine inserite nelle confezioni di merendine del Mulino Bianco.

Ecco l'articolo completo tratto dall'Eco di Bergamo:

Ormai è stata ribattezzata la «signora delle Sorpresine» perché da 30 anni a questa parte ha fatto giocare milioni di famiglie italiane con le sue creazioni per il Mulino Bianco. C'è il suo sguardo arguto e la sua mano abile dietro le gommine colorate a forma di crostatina, ma anche nei giochini di carta e nelle più recenti regalini che danno vita ai personaggi di Shrek e di Spirit. Per scovarla bisogna andare nella sua enorme casa - agriturismo, all'ombra del grande acero rosso di Trescore. Lì vive con il marito Giulio, una miriade di gatti di tutti i colori, e una collezione sterminata di sorpresine che attira i turisti in visita alle terme o ai percorsi di Lorenzo Lotto.

Per scoprire la storia - degna della Valle Felice - di Graziella Carbone bisogna tornare indietro di almeno 30 anni e immaginare un mondo in cui le aziende italiane muovevano i primi passi nell'universo delle promozioni. L'idea che, insieme a un detersivo o a una confezione di biscotti, si potesse trovare anche un piccolo regalo per la famiglia esisteva solo oltreoceano, nelle grandi agenzie di marketing newyorkesi.

Il giro del mondo in sorprese - Ma nel 1978 la Barilla, l'azienda che produce pasta, lanciò la linea di prodotti legati a biscotti e merendine e con loro s'inventò un Mulino Bianco, una Valle Felice appunto, e una collezione di Cocci a punti. Milioni di famiglie italiane iniziarono a credere che, da qualche parte nel Bel Paese, quel mulino con tanto di ruota e tetto colorato esistesse davvero e non solo negli spot o sulle confezioni di prodotti. Cominciarono a collezionare punti su punti per avere tovagliette, scodelle, terracotte (i Cocci) con tanto di rondini e di casetta del mugnaio e valle felice dipinta sopra. Erano i tempi in cui nelle famiglie non c'era tutto in casa ma s'iniziava a desiderare tutto, persino il superfluo.

Gabriella Carbone

Fu negli anni '80 che la stessa azienda pensò d'importare l'idea tutta americana di regalare qualcosa insieme a crostatine, tegolini e brioche di ogni genere. Si pensò a piccoli oggetti semplici e facili per far giocare i bimbi ma anche le famiglie. È in quegli anni che il destino di Graziella Carbone, oggi 65enne, s'incrocia con il Mulino Bianco e in fondo con la storia di milioni di famiglie italiane. È dalla sua creatività infatti che nacquero le famose «Sorpresine» che accompagnano ormai due generazioni di bambini. «Ho calcolato che ? racconta divertita da tutte le sue invenzioni ?, se metto in fila le scatoline di fiammiferi che contenevano le Sorpresine del Mulino, posso percorrere il giro del mondo per una volta e mezzo». Tanto è lunga la fantasia di Graziella, fin da ragazza cresciuta tra le aziende di giocattoli degli zii, l'estro per la pittura e un buon diploma di corrispondente estera al Savoia. La passione per l'arte e la naturale creatività si sono combinate dunque con una altrettanto spiccata capacità pratica e manageriale. Curiosa del mondo ha catturato per il mondo delle promozioni quelle novità che si erano affermate oltreoceano. Imprese bergamasche in campo - Negli anni Ottanta la sua carriera incrocia l'intuizione della Barilla di lanciare prodotti per la colazione e la merenda, le prime raccolte a punti avviate nel 1978 con la collezione dei «Cocci» del Mulino Bianco. L'azienda alimentare italiana vuole realizzare dei piccoli gadget per le famiglie: «L'input era di realizzare qualcosa per far giocare le famiglie ? ricostruisce Graziella ?: un piccolo oggetto capace di far sedere mamme, papà e bimbi intorno a un tavolo e creare qualcosa insieme. Naturalmente l'idea doveva essere semplice, realizzabile con facilità ed economica». È così che nasce la scatolina di fiammiferi, un oggetto tipico della cucina dei tempi (quando ancora non esisteva l'accensione automatizzata dei fornelli e si ricorreva allo zolfo), con il logo del Mulino, con il tetto rosso e la grande macina ad acqua. «Le prime Sorpresine ? spiega Graziella Carbone ? erano tutte di carta. Giochi di intelligenza, disegni da colorare, puntini da unire, percorsi simili a quello dell'oca. Idee semplici ma divertenti per i bimbi e per chi sta loro vicino. Oggi quelle prime Sorpresine rappresentano un vero cult per i collezionisti. Erano molto deperibili e ne sono rimasti pochi esemplari».

Mulino Bianco

«Creavo le Sorpresine in tutto e per tutto ? spiega ?: dall'idea iniziale, elaboravo un piano di fattibilità, calcolavo i costi e mi preoccupavo di reperire qualcuno che mi aiutasse a realizzarle». Dalla carta infatti si passò a sorpresine un po' più corpose: giochetti facili e adatti ai bimbi e le gomme ispirate ai vari tipi di prodotti. «Sono arrivata a ideare 650 gadget ? racconta ?: producevamo 4 milioni di pezzi a settimana. Si parla di 70-80 milioni di sorpresine all'anno fino a un massimo di 140 milioni». E a dargli vita con Graziella erano proprio gruppi di famiglie sparse nelle valli della Lombardia, specialmente in Bergamasca. «Esistevano una quarantina di gruppi di confezionamento dove intere famiglie costituivano micro aziende familiari con tanto di partite Iva» racconta Graziella. Uno dei collaboratori più attivi era Berto Zarattini, di Medolago.

La Valle - Felice, il Piccolo Mugnaio innamorato della Bella Clementina (nato dalla matita di Grazia Nidasio), e poi le merendine dei mondiali di Italia 90 e in tempi più recenti, oltre alle Sorpresine, anche le promozioni come Libromania, Shrek, Spirit, Sinbad, Creascuola, Creacolora e Creatimbri: Graziella si nutre di fiabe e di racconti che poi la ispirano nei giochi che inventa. Oggi è l'anima dell'agenzia di promozione e comunicazione l'Aleph ma il Mulino per lei è sempre in cima ai pensieri anche perché proprio da qualche anno, intorno alle Sorpresine, è nato un vero e proprio giro di collezionisti.

I collezionisti a Chiuduno - «Tutto è partito da un gruppo nato spontaneamente in Facebook di adulti che ricordavano la gioia di scartare il pacchetto di brioche curiosi di scoprire quale sorpresina vi fosse nascosta: in poco tempo ha raggiunto centinaia di migliaia di "Mi piace"» ricorda Graziella. «L'azienda ha così deciso di creare degli eventi per far incontrare gli appassionati che oggi sono anche genitori» continua Graziella. «A Chiusdino (in provincia di Siena, ndr), dove si trova il mulino che ha ispirato la Valle Felice, si sono ritrovati per la prima volta nel giugno 2010 una selezione di collezionisti. Abbiamo aperto le iscrizioni e in pochi minuti eravamo già oltre i limiti di adesione fissati». Oggi Graziella cura un blog in cui ogni settimana regala qualche curiosità su come è nato il magico mondo delle Sorpresine e presto pubblicherà un libro. Intanto, grazie a uno staff di giovani, sono nate le iSorpresine, ovvero i regalini sono sbarcati su iPhone e iPad per raggiungere la generazione 2.0. Insomma la storia continua: da qualche parte in quel di Trescore, sotto un grande acero rosso, Graziella scrive e scrive per regalare una piccola gioia ai bimbi e alle famiglie[1].

Elena Catalfamo


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